Da lì nacque lo scontro che portò alla sospensione delle prove a settembre, con l’accusa di De Luca di un rischio di “porcherie clientelari”.
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“Le prove in sede non si possono sorteggiare per mancanza di tempo”. È questa la risposta che sarebbe stata data alla commissione d'esame del concorsone Oss per 1274 assunzioni in Campania, il più grande del 2025, dal responsabile della ditta privata incaricata di gestire l'organizzazione del concorso il 16 settembre 2025, durante un sopralluogo della commissione esaminatrice al Palapartenope dove si sarebbero dovute tenere le prove scritte.
Il concorso due giorni dopo fu sospeso, lasciando nel limbo i 25mila candidati che si stavano preparando da mesi per sostenerlo, per non meglio precisate "criticità tecniche e organizzative". Fanpage.it ha potuto visionare i verbali della commissione esaminatrice dell'Asl Napoli 1 dal 16 al 29 settembre, dai quali emerge che la sospensione del concorso – attualmente ancora in corso, si stanno ultimando le prove pratiche – fu preceduta da un duro contrasto tra la commissione e la società organizzatrice sulla procedura di predisposizione delle prove, con le buste contenenti le domande preparate una settimana prima del test, e dal rifiuto della ditta di adeguarsi alle richieste della commissione, ritenute conformi alla normativa, circostanza documentata dai verbali. A distanza di 10 mesi dalle prove scritte, sospese e rinviate dalla Regione Campania per rischio di “porcherie clientelari e compravendita di posti”, parole dell'ex governatore Vincenzo De Luca, emergono nuovi dettagli sul maxi-concorso per assumere 1274 Oss (Operatori Socio-Sanitari) con contratti a tempo indeterminato. Una gigantesca selezione di personale, molto attesa perché andava per la prima volta a dare una speranza di stabilità a centinaia di lavoratori precari.







