Pardini
Sguardo e volto di Lorenzo Viani, non danno l’impressione di guardare l’interlocutore, ma altrove. Si potrebbe pensare che sia alla ricerca di un’ombra o di una luce, da cui estrapolare un’immagine da dipingere o da raccontare. Tra i massimi esponenti dell’espressionismo italiano, è infatti stato pittore, scrittore, incisore e poeta. Insomma, un artista a tutto tondo, che ha narrato storie, realizzato dipinti e incisioni inossidabili al tempo e alle mode.
Nato a Viareggio nel 1882, muore a Ostia nel 1936. Ebbe una vita difficile, ma non disperata, come molti hanno detto, perché sempre assistito dalla sua arte, ossia la capacità di saper lavorare con le parole, i colori e il bulino. Insofferente alla disciplina, cessò di frequentare la scuola alla terza elementare. Allo studio preferiva osservarsi attorno, comprendere e interpretare gli stati d’animo della gente.
Ma per capire meglio l’uomo e l’artista aiutano le sue opere narrative, che gli erompono dentro forti e spontanee e che lui deve stendere su carta, in maniera rapida, affinché niente gli sfugga, usando parole aderenti alla materia che tratta, sovente dialettali. Parole che, come architravi, sorreggono gli impianti dei suoi racconti e romanzi, i quali mai accusano flessioni, ma procedono spediti e sanno irretire chi li legge.






