Tutti in chiesa per partecipare alla messa e anche alla petizione per salvare i frati di Santo Spirito. Ieri tantissimi fedeli hanno aderito alla raccolte firme avviata contro il rischio di chiusura del convento di via della Fiera. Un pericolo concreto, a causa delle crisi di vocazioni, del ridotto numero di frati che abitano a Santo Spirito e delle difficoltà per i costi di gestione del convento. Da qui la mobilitazione partita in questi giorni, per convincere i superiori dell’ordine dei cappuccini a non chiudere il convento di via della Fiera, inaugurato nel 1877 (ma i frati sono presenti a Rimini dal 1571). La petizione è partita sul web e hanno già aderito 1.200 riminesi. Da ieri si può firmare anche direttamente in chiesa, e tanti l’hanno fatto al termine delle varie messe. In poche ore sono state raccolte quasi 250 firme. "Santo Spirito – sottolineano i promotori della petizione – non è solo un convento. È un presidio spirituale, umano e sociale. Da generazioni è luogo di preghiera, confessione, ascolto, carità, vicinanza concreta alle persone più fragili (grazie alla mensa dei poveri)". I fedeli hanno lanciato un appello anche al vescovo Nicolò Anselmi. E alcuni sono intenzionati a consegnare una lettera a Papa Leone quando verrà a Rimini, il 22 agosto.
La petizione dei fedeli: "Il convento resti aperto". Appello anche al Papa
Tutti in chiesa per partecipare alla messa e anche alla petizione per salvare i frati di Santo Spirito. Ieri tantissimi...









