"Rimini non può fare a meno dei suoi frati". Per evitare la chiusura del convento di Santo Spirito, che rischia lo stop per la crisi di vocazioni, il numero ridotto di frati che lì vivono e le difficoltà di gestione, i fedeli sono pronti a tutto. Anche a manifestare in via della Fiera. Intanto alcuni di loro hanno avviato una petizione sul sito change.org. E da domani saranno raccolte firme anche in chiesa, alle messe celebrate dai frati cappuccini. Una mobilitazione simile a quelle già viste in passato. Non è la prima volta che il convento riminese rischia la chiusura. Un pericolo che i frati hanno già corso un paio di volte, negli ultimi 15 anni. Ma stavolta il rischio è più concreto che mai. Ecco perché i fedeli e alcuni volontari dell’Opera di Sant’Antonio, che da 25 anni gestisce la mensa dei frati per i poveri, hanno deciso di mobilitarsi. In pochi giorni hanno già firmato oltre 900 riminesi su change.org. E da domani scatterà la petizione in chiesa. "Per Rimini – scrivono i promotori della petizione – la chiusura del convento sarebbe una perdita enorme". Perché "Santo Spirito non è solo un convento. È un presidio spirituale, umano e sociale. Da generazioni è luogo di preghiera, confessione, ascolto, carità, vicinanza concreta alle persone più fragili". Senza dimenticare che "la presenza dei francescani a Rimini ha radici antiche. I frati minori sono documentati dal XIII secolo. E la presenza dei cappuccini a Rimini è attestata dal 1571". Il convento di via della Fiera, dove vivono oggi padre Carlo Bonfè, padre Giordano Ferri e fra’ Lorenzo Stanzani, ha aperto nel 1877. Chiuderlo "significherebbe indebolire una storia spirituale, civile, popolare che accompagna Rimini da 8 secoli". Pur capendo le difficoltà dell’ordine, "chiediamo a padre Roberto Genuin (ministro generale dei cappuccini in Italia), padre Giacomo Franchini (superiore dell’ordine in Emilia-Romagna), al vescovo Nicolò Anselmi e a tutte le istituzioni ecclesiali e civili di adoperarsi per salvaguardare Santo Spirito. Non chiediamo soltanto di salvare un edificio, ma di custodire una presenza". Affinché "la storia francescana continui a vivere nel cuore di Rimini".