Brescia, 13 luglio 2026 – Una delle certezze, quando si è avviata la bonifica del sito industriale Caffaro a Brescia, è sempre stata la consapevolezza che, scavando, sarebbero emerse altre ‘sorprese’, criticità ambientali rimaste sepolte nel tempo. Una delle prime, da quando è iniziata la maxi operazione di messa in sicurezza e bonifica da oltre 60 milioni di euro, è il rinvenimento di due contenitori contenenti circa 4-5 kg di acido picrico, cristallizzato e potenzialmente esplosivo. Il ritrovamento, durante le verifiche all’interno di locali che un tempo erano usati come laboratori chimici dello stabilimento di via Nullo, è avvenuto mercoledì 8.
Un'immagine aerea della Caffaro, la grande area industriale dismessa al centro di un elaborato piano di riqualificazione
Cos’è l’acido picrico
Immediatamente, si è attivato il responsabile della sicurezza per isolare il locale e bloccare il cantiere; sono stati allertati, quindi, i Vigili del fuoco ed il commissario straordinario, Mauro Fasano, che, a sua volta ha avvisato la Prefettura. L’acido picrico (nome comune del trinitrofenolo) è noto dal fine del 1800 anche come esplosivo: può bruciare all’aria libera in quantità non troppo grandi, senza esplodere, purché questo non avvenga in recipienti chiusi, come era, invece, quello rinvenuto alla Caffaro, ormai cristallizzato e senza acqua.










