di Pietro Senaldidomenica 12 luglio 20264' di letturaEi fu. In Rai nessuno ha intenzione di seppellire Report, se non forse il suo conduttore, Sigfrido Ranucci, che sta annegando in un bicchiere d’acqua, dimenandosi per sprofondare meglio anziché stare fermo in attesa di tornare a galleggiare. Il vicedirettore della Rai probabilmente ha perso la testa. Del resto, già se ne erano avuti evidenti segnali quando si era rivenduto su Mediaset il falso scoop del ministro della Giustizia ospite nel ranch di Giuseppe Cipriani in Uruguay.«Sospendere le repliche estive della mia trasmissione significa sospendere la qualità del lavoro di una squadra e, soprattutto, la memoria di fatti importanti di questo Paese», protesta il Napoleone di Raitre, che si auto incorona storico e unico testimone del suo tempo. Anche meno, maestro. Primo perché nulla è davvero sospeso: le puntate di Report sono tutte consultabili su Rai Play in ogni momento e da chiunque; e sarà interessante vedere quali i telespettatori andranno a ripescare in questi giorni, e quanto. Secondo perché il solo responsabile di un’eventuale messa in discussione del lavoro del team di Sigfrido è Sigfrido stesso. Sono il suo amico e la sua fonte, mai rinnegata, ad averlo inguaiato e aver insinuato dubbi sul suo lavoro. Terzo perché il fango, che è sempre stato l’elemento principale con il quale Ranucci impastava i suoi killeraggi mediatici truccati da inchieste, resta nella memoria dei telespettatori, e magari ne sporca le schede elettorali, ma non costituisce la memoria del Paese.AMICI-NEMICI