"Se ci fosse stato Report a quei tempi mi avrebbero fatto il paiolo". Scherza, Sigfrido Ranucci, ma ha ragione. Il giornalista e conduttore del programma di approfondimento su Rai 3 che tante critiche politiche e pure più di un guaio giudiziario gli ha procurato in questi anni si racconta al Foglio e ha il coraggio di raccontare pure qualche passaggio per così dire "scomodo" della sua vita, anche professionale. Per esempio, la decisiva raccomandazione che l'ha portato a lavorare in Rai.
"Non ho nessun problema a dirlo. Niente di eroico", spiega riguardo alla "spintarella" ricevuta. "Era il 1989 e la raccomandazione era di una signora, la segretaria di un alto dirigente di Viale Mazzini, che avevo conosciuto perché le davo lezioni di tennis. Mi facevo pagare in nero. E meno male che allora non c'era Report perché mi avrebbero fatto il paiolo".
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"Venivo da un anno di supplenza in una scuola di Ostia dove insegnavo italiano e storia. Alla Rai mi fecero entrare come assistente ai programmi. Al Tg3". Inizio soft: "La trasmissione si chiamava Domenica sul tre e andava in onda il lunedì dopo mezzanotte perché, diciamolo, non era proprio un capolavoro".






