Sigfrido Ranucci come Roberto Saviano. Il conduttore di Report sbarca a teatro con uno spettacolo che sintetizza La Scelta, il suo libro. Un volume in cui parla anche dei problemi con l’azienda per la quale lavora, la Rai. "C’è anche quest’aspetto, nel libro e sul palco - spiega al Foglio -. Del resto, sono ventitré anni che ho problemi con la Rai". E 23 anni che continua a lavorarci, però. Lo spettacolo sarà sulle inchieste e i retroscena, "perciò dietro le inchieste ci sono anche gli attriti". Ecco allora che nel suo spettacolo dal titolo Diario di un trapezista, il volto di Rai 3 terrà un monologo, con passi significativi "che vanno dall’inchiesta di Fallujah, al caso Tosi. Da Matteo Renzi e l’ex 007 Marco Mancini sino al ritrovamento dei quadri di Calisto Tanzi".

Guai però a fargli notare la sua avversione per l'attuale governo e dunque una tempistica sospetta: "Forse ve ne siete accorti ora, ma il primo progetto di licenziamento risale al 2000, a quando ritrovai l’intervista a Paolo Borsellino. Come le dicevo, a licenziarmi ci provarono nel 2005 con Fallujah. Per non dire dell’incontro in autogrill tra Renzi e Mancini. Adesso ci riprovano, ovviamente...".

SIGFRIDO RANUCCI ATTACCA: "MI HANNO TOLTO LA FIRMA". LA RAI LO ZITTISCE