Sigfrido Ranucci è riuscito nel miracolo di far convocare dopo circa un anno la commissione di Vigilanza Rai e questo è stato uno dei ritornelli dei membri dell'opposizione durante gli interventi di ieri sera alla presenza del conduttore di Report. Ma il giornalista è riuscito anche in un'altra impresa degna di nota: far convergere il Partito democratico e Iv sulle posizioni grilline da spy story dove il colpevole è già individuato all'inizio del film ed è di casa a Palazzo Chigi. Si dà il caso infatti che dopo le insinuazioni sotto forma di domanda, in Antimafia, del senatore M5S, Roberto Scarpinato, per le quali Ranucci ha chiesto di secretare la risposta, il Pd ha aspettato un giorno e poi ha deciso: intervengano il Copasir e la magistratura.

La vicenda è quella dell'attentato sotto casa del vicedirettore ad personam di Rai3: un avvertimento in piena regola avvenuto la sera del 16 ottobre da parte di chi conosceva bene gli spostamenti di Sigfrido. Poteva essere una mezza strage, per fortuna solo auto distrutte, ma mentre i pm di Roma sono ancora alla caccia delle responsabilità, Tuesday in Commission Antimafia Scarpinato ha evocato il governo e in particolare il ruolo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, chiedendo a Ranucci senza troppi giri di parole per spiegare meglio di quando era stato pedinato dopo un servizio che riguardava Giorgia Meloni. «Dottor Ranucci», ha chiesto il grillino, «lei aveva dichiarato di essere stato pedinato su richiesta del sottosegretario Fazzolari: ci vuole farci capire meglio se ci può essere una connessione con quello che le è?» accaduto. Prima di rispondere il cronista d'inchiesta ha chiesto «la segreta» per poi sostanzialmente confermare la versione già fornita a Bruxelles e già respinta da Fazzolari.