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Ultimo aggiornamento: 23:02
La solidarietà, prima di tutto, sbandierata da tutti. Ma poi, quando si entra nel vivo, iniziano i distinguo e le critiche. Nessuna carota né “cognacchini”, questa volta, perché Sigfrido Ranucci è in commissione Vigilanza Rai dopo aver subito un attentato, neanche tre settimane fa. Tuttavia le critiche e le richieste di chiarimento non mancano.
Appare perfino un grafico a torta – copyright Raffaele Speranzon di Fratelli d’Italia – nel quale viene mostrata la percentuale di puntate dedicate all’una e all’altra parte politica. Il conduttore di Report torna davanti alla bicamerale che sorveglia sulle attività d’indirizzo di viale Mazzini, i cui lavori – fermi da un anno – ripartono per l’occasione rompendo lo stallo sulla nomina del presidente Rai. Risponde a tutti, a raffica. Sui costi: “Siamo tra i più virtuosi delle prime serate. Lamentarsi dei nostri costi è come se il Papa si lamentasse del Giubileo”, dice confortato anche dal direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini (“È nella Top3, ma una trasmissione d’inchiesta non può essere giudicata su questo”).
I due, però, divergono sulla questione del taglio delle puntate. Ranucci lo definisce “dolorosissimo” e ammette che c’è stato un confronto aspro con Corsini: “Mi è stato nascosto fino all’ultimo e non era neanche stato detto chiaramente durante la presentazione dei palinsesti. Perché è grave? Avviene per la prima volta, mentre i tagli lineari c’erano già stati e non avevano riguardato Report – dice Ranucci – Tagliare le puntate alla trasmissione che più incarna il servizio pubblico, mortifica il merito e lo spettatore”. Per Corsini, invece, c’è stato un “taglio delle risorse pubbliche” destinate alla Rai che ha costretto a diminuire i budget di tutta l’area.









