di
Antonella Baccaro
I dirigenti valutano gli scenari. «Comunque vada l’immagine di Sigfrido non ne uscirà come prima. In Rai non potrà fare più il bello e il cattivo tempo», commenta un dirigente
Quel che è fatto è fatto. Non resta che attendere. Ai piani alti della Rai, dopo l’editto che ha sospeso le repliche di Report, il diktat del silenzio obbligherebbe tutti a tenere i telefoni chiusi. Ma qualche dirigente che nella calura estiva risponda un po’ annoiato dalla spiaggia lo si trova sempre. I ragionamenti si soffermano su quello che è appena successo: «La sospensione delle repliche — dice uno di loro — era un segnale che bisognava dare, perché la vicenda, per come sta emergendo, lascia molti dubbi sulle fonti di Sigfrido Ranucci». E pazienza se si trattava solo di puntate già viste. «Se le vedranno su RaiPlay» è la sentenza.
Ora, va tenuto conto che alcuni dei dirigenti Rai attuali sono ex finiani che Valter Lavitola, ai tempi dello scandalo della casa di Montecarlo che costò la carriera a Gianfranco Fini, lo hanno fronteggiato. Per loro, chi è amico del faccendiere è un nemico.










