L’ultima raffineria russa colpita in ordine di tempo è stata quella di Saratov e l’Ucraina sembra intenzionata a proseguire con la tattica di colpire le infrastrutture petrolifere. L’obiettivo è danneggiare la fonte primaria di entrate per la Russia di Putin, come dimostra l’attacco con i droni ai danni della raffineria di Omsk, la più grande del Paese. La capacità produttiva di Kiev nel campo dei droni è una seria minaccia per la Mosca.

Cos’è il fronte delle raffinerie

La nuova gittata dei droni ucraini e le raffinerie in pericolo

Le raffinerie russe colpite negli ultimi mesi

Cos’è il fronte delle raffinerieGli analisti lo chiamano “il fronte delle raffinerie” e in realtà, nella guerra tra Russia e Ucraina, è sempre esistito perché entrambe le parti hanno sempre cercato di colpire le rispettive infrastrutture energetiche.Ma negli ultimi mesi, grazie soprattutto ai progressi tecnologici di Kiev nella produzione di droni, la strategia messa in atto soprattutto dall’Ucraina ha fatto il salto di qualità.ANSAVolodymyr ZelenskyLa nuova gittata dei droni ucraini e le raffinerie in pericoloIn particolare, spiegano gli esperti, la minaccia principale per le raffinerie russe è rappresentata dal drone FP-1 costruito dall’azienda ucraina Fire Point. Grazie a un nuovo serbatoio, questo drone ora può coprire una distanza di 2.700 chilometri, che ha reso possibile l’attacco – per certi versi clamoroso – contro la raffineria di Omsk lo scorso 6 luglio.Sempre gli stessi modelli di drone, inoltre, sarebbero ora in grado anche di montare missili oltre alla testata principale. La filiera ucraina dei droni, secondo l’Atlantic Council, include oggi oltre 500 aziende private in grado di produrre circa 8 milioni di velivoli all’anno.Ma a preoccupare Mosca è soprattutto l’aumento della capacità di copertura, visto che attualmente solo la raffineria in Siberia sarebbe teoricamente fuori dalla portata dei droni prodotti dall’Ucraina.