L’Ucraina continua a colpire in profondità le infrastrutture energetiche russe. Nella notte tra il 30 e il 31 maggio, una vasta operazione con droni a lungo raggio ha preso di mira diversi impianti legati all’industria petrolifera russa, tra cui la raffineria di Saratov, uno dei nodi energetici più importanti della regione del Volga. A riferirlo è il Kyiv Independent, citando lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine. Secondo la ricostruzione fornita dallo Stato Maggiore delle Forza armate ucraine, riportata dal Kyiv Independent, l’operazione è stata condotta dal 1° Centro Separato dei Sistemi Senza Pilota in coordinamento con le Forze per le Operazioni Speciali, l’intelligence militare e altre unità dell’esercito ucraino. Le autorità russe hanno confermato un attacco nella regione di Saratov: il governatore Roman Busargin ha parlato di danni a una struttura civile, senza però specificarne la natura, e ha assicurato che non si registrano feriti.
Lo Stato Maggiore ucraino sostiene invece che la raffineria di Saratov sia stata colpita e che all’interno dell’impianto si sia sviluppato un vasto incendio. La struttura, controllata dal gruppo petrolifero russo Rosneft, ha una capacità di lavorazione di circa sette milioni di tonnellate di greggio all’anno e produce benzina, diesel e altri carburanti utilizzati anche per sostenere la logistica militare russa, scrive il Kyiv Independent.










