La città russa di Belgorod è tornata nel mirino dei droni ucraini. Nella notte tra il 2 e il 3 luglio, scrive il Kyiv Independent, le forze ucraine avrebbero colpito lo stabilimento Energomash, uno dei principali produttori di apparecchiature destinate al settore energetico russo e alle industrie del petrolio e del gas. Sui social sono circolati video e fotografie che mostrano un vasto incendio e una densa colonna di fumo sopra l’impianto.

L’entità dei danni non è ancora chiara. Le autorità ucraine non hanno commentato ufficialmente l’operazione, mentre il Kyiv Independent precisa di non aver potuto verificare in modo indipendente le informazioni diffuse dai canali Telegram russi. Belgorod, situata a circa settanta chilometri dal confine con l’Ucraina, è una delle città russe più frequentemente colpite dagli attacchi di Kyjiv. Nelle ultime settimane, però, la campagna ucraina si è estesa ben oltre le regioni di frontiera. Come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, i droni ucraini hanno raggiunto ripetutamente anche il cuore della Russia, costringendo alla chiusura temporanea degli aeroporti di Mosca e colpendo basi aeree, raffinerie e infrastrutture energetiche. Una strategia che, secondo diversi osservatori, sta incrinando la narrazione del Cremlino secondo cui la guerra sarebbe un conflitto lontano dalla vita quotidiana dei cittadini russi.