Nella notte tra mercoledì e giovedì l’Ucraina ha attaccato la Russia con centinaia di droni e ha colpito per la seconda volta in tre giorni un’importante raffineria a Mosca, in uno dei più ampi attacchi compiuti contro la capitale russa dall’inizio dell’invasione ucraina nel 2022.
L’attacco ha provocato vari incendi nel complesso. Il governatore della regione, Andrei Vorobyev, ha detto che le persone ferite negli attacchi sono almeno 16, mentre il ministero della Difesa russo ha detto che i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto oltre 550 droni in tutto il paese. 194 di questi erano diretti verso Mosca, ha specificato il sindaco Sergei Sobyanin; a causa degli attacchi è stata decisa la chiusura di tutti e quattro gli aeroporti della città per buona parte della mattinata.
Sui social stanno circolando molto alcuni video degli incendi in corso alla raffineria, con alte colonne di fumo sopra la città.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’attacco, sostenendo che sia una «risposta completamente giustificata» agli attacchi compiuti dalla Russia sulle città ucraine fin dall’inizio della guerra. L’attacco mostra gli imponenti avanzamenti tecnologici dell’Ucraina, che è sempre più in grado di usare i droni per colpire con precisione obiettivi anche molti distanti dall’Ucraina, come Mosca, che si trova a circa 800 chilometri dal confine ucraino.












