La notte dei droni porta la guerra dentro Mosca, mentre Dnipro e Zaporizhzhia restano sotto il fuoco russo quotidiano

X – @FriaUcraina

A Mosca, stavolta, la guerra si è vista in alto. Nel fumo nero salito dalla zona sud-orientale della capitale, sopra la raffineria di Kapotnja, uno degli impianti petroliferi più importanti dell’area metropolitana. Nella notte tra il 17 e il 18 giugno, un attacco con droni ucraini su Mosca ha raggiunto diversi punti della città e della regione circostante, lasciando dietro di sé incendi, aeroporti bloccati, edifici danneggiati e un bilancio di feriti indicato dalle autorità locali in almeno 16 persone.

Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano colonne di fumo alzarsi dalla raffineria, nel distretto di Kapotnja, a circa 15 chilometri dal Cremlino. L’impianto era già stato colpito pochi giorni prima e produce una quota rilevante del carburante usato nell’area di Mosca. Per Kiev, colpire le raffinerie significa toccare il circuito energetico che sostiene la macchina militare russa; per Mosca, significa vedere arrivare la guerra in luoghi che fino a pochi anni fa sembravano molto lontani dal fronte.

Il fumo su Kapotnja