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Nella notte tra mercoledì e giovedì l’Ucraina ha attaccato la Russia con centinaia di droni e ha colpito per la seconda volta in tre giorni un’importante raffineria a Mosca, in uno degli attacchi più grossi compiuti contro la capitale russa dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina nel 2022.
L’attacco ha provocato vari incendi. Il governatore della regione, Andrei Vorobyev, ha detto che le persone ferite negli attacchi sono almeno 17, mentre il ministero della Difesa russo ha detto che i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto oltre 550 droni in tutto il paese. 194 di questi erano diretti verso Mosca, ha specificato il sindaco Sergei Sobyanin; tutti e quattro gli aeroporti della città sono stati chiusi per buona parte della mattinata, e ora sono stati riaperti.
Sui social sono circolati alcuni video degli incendi in corso alla raffineria, in cui si vedono alte colonne di fumo sopra la città.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’attacco, sostenendo che sia una «risposta completamente giustificata» agli attacchi compiuti dalla Russia sulle città ucraine fin dall’inizio della guerra. Nella notte tra domenica e lunedì la Russia aveva attaccato e danneggiato la cattedrale della Dormizione a Kiev, uno dei siti religiosi più importanti del paese, dove c’era stato un incendio.












