La norma che vige dal 2017 vale per tutte le richieste di utilizzo di suolo pubblico ma l’opposizione si ribella: “Antidemocratico”

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A Rivoli, in provincia di Torino, anche per fare un trasloco bisogna dichiararsi antifascisti. Si tratta di una dichiarazione standard presente online relativa al modulo per l’occupazione del suolo pubblico, che è necessario compilare per ottenere l’autorizzazione. La procedura è contestata apertamente dall'opposizione per voce di Vincenzo Mozzo, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, che ha duramente criticato il provvedimento definendolo una vera e propria patente di moralità. Secondo l'esponente del centrodestra, applicare questo vincolo a qualsiasi tipo di richiesta rappresenta una forzatura ideologica fuori dal tempo.“È una storia che va avanti da almeno sette o otto anni, una delle cose più antidemocratiche”, ha spiegato Mozzo. Il permesso di occupazione del suolo pubblico riguarda diverse situazioni non riguarda solo i traslochi ma tutte le fattispecie in cui è necessario inoltrare questa domanda, dalle fiere agli stand commerciali, dai gazebo per il volantinaggio. “Parlare di fascismo oggi è anacronistico. Non siamo sotto un regime. C’è libertà di pensiero. Come FdI avevamo chiesto una modifica, che la dicitura riportasse di riconoscersi in valori democratici e contro ogni regime totalitario. Inascoltati dalla maggioranza”, ha proseguito Mozzo. Il sindaco Alessandro Errigo è intervenuto sulla vicenda in difesa della linea dell'ente locale, richiamando la natura della norma che risale a una delibera approvata nel 2017 e non all'attuale compagine governativa. Il primo cittadino ha ammesso l'anomalia del vincolo per le attività puramente private, come un trasloco, ma ha rivendicato rivendica il valore politico della scelta per la tutela dello spazio pubblico. “Abbiamo applicato la Costituzione. So che sembra assurdo una dichiarazione simile per un trasloco - e forse, solo in quella casistica, la procedura andrebbe rivista - ma il tutto nacque per garantire la libertà di espressione che deve essere garantita durante le manifestazioni”, ha dichiarato, sottolineando che la misura non è stata introdotta dalla sua giunta “anche se la condividiamo decisamente".