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Saranno stati il clamore suscitato dagli articoli de "Il Tempo" e l'opposizione del Centrodestra. Fatto sta che ieri il Consiglio Comunale di Torino ha sì approvato la famosa (famigerata?) deliberazione di iniziativa popolare sul diritto alla casa, ma decisamente edulcorata rispetto al testo iniziale che proponeva la requisizione delle case sfitte ai proprietari. Il testo emendato rispetto a quello originale è stato approvato con 22 voti favorevoli (M5S, PD, Sinistra Ecologista, Torino Domani) e 8 contrari (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Torino Bellissima, +Europa, Radicali Italiani). Senza il soccorso dei pentastellati la maggioranza di Stefano Lo Russo non avrebbe avuto i voti necessari.

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Dopo la sollevazione di scudi delle minoranze e i malumori dei moderati all'interno della maggioranza, Claudio Cerrato (PD) e Sara Diena (Sinistra Ecologista) hanno modificato il testo iniziale della deliberazione. Quel che più conta è stato eliminato il ricorso all’istituto della requisizione con riguardo a beni in proprietà di persone fisiche o “grandi proprietari” in stato di ingiustificato abbandono e il censimento dello stato di utilizzo del patrimonio edilizio cittadino, di proprietà pubblica e privata, al fine di verificare la presenza di alloggi in stato di abbandono da oltre due anni.