Il Comune imponeva la clausola anche per i permessi davanti casa. Poi il passo indietro: Palazzo Barbieri ammette l’eccesso e promette la correzione del regolamento

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A Verona anche il passo carrabile finisce in politica. Per mettere il cartello davanti al garage, infatti, i cittadini si sono ritrovati a dover firmare una dichiarazione di ripudio del fascismo e di ogni totalitarismo. Una clausola inserita nel regolamento comunale del 2024, approvato dall’amministrazione di centrosinistra, che ora è diventata un caso.La vicenda ha fatto discutere in città: non per la condanna del fascismo, ovviamente, ma per l’applicazione della formula a una pratica amministrativa come la concessione di un passo carrabile. Insomma, per ottenere quello che dovrebbe essere un semplice permesso, il cittadino deve prima passare dal certificato di antifascismo.A spiegare l’origine della norma è stato l’assessore al bilancio Michele Bertucco, intervenuto ai microfoni di TgCom24: “In realtà la mozione era nata per fare in modo che la concessione di sale pubbliche e di piazze venisse data con questa clausola. Poi qualcuno ha esteso la modalità anche al passo carrabile”. "Aveva un preciso significato e un obiettivo preventivo, sulla scorta di fatti accaduti sul nostro territorio, come raduni o feste inneggianti al fascismo", le parole di Alessia Rotta, oggi assessore al Commercio che aveva presentato la mozione quand’era consigliera comunale. La politica ha poi aggiunto: "Come emerso in questo frangente - riporta L'Arena - l’esplicita richiesta di sottoscrivere la clausola antifascista per la pratica del passo carrabile è sicuramente un’iperbole. Eventualmente correggeremo il regolamento o la sua applicazione".Proprio quell’estensione ad aver trasformato una mozione politica in un cortocircuito burocratico. Nei vicoli e nelle strade di Verona il “passo carrabile antifascista” è ormai argomento di conversazione. Tra chi ha dovuto firmare e chi ha scoperto la clausola, i giudizi non sono teneri: “è ridicola”, “è una stupidaggine”, alcune delle stroncature dei cittadini veronesi.