Jannik Sinner non sta riuscendo a replicare le recenti vittorie, anche piuttosto agevoli, contro Alexander Zverev. Il nuovo numero 2 del ranking Atp sull'erba sembra un altro giocatore e per la prima volta dopo 9 incroci in cui era stato travolto dall'azzurro, sta riuscendo a giocare alla pari col numero uno del mondo, se non addirittura meglio. La finale viaggia sull'equilibrio e ogni minimo episodio può fare la differenza.
Il consiglio di Cahill e Vagnozzi Le difficoltà di Sinner nel primo set sono state soprattutto in risposta. Zverev è stato impeccabile al servizio, con la prima ha quasi sempre costretto Jannik a subire, non lasciandogli la possibilità di far partire lo scambio. Dopo aver perso il primo set al tie-break, l'azzurro ha dato qualche segnale di frustrazione e nervosismo nel secondo set. Sul 4-3 del secondo set in favore del tedesco, Jannik si è girato verso il suo angolo. I suoi coach Cahill e Vagnozzi lo hanno invitato a variare di più il gioco, per costringere Zverev a venire più spesso a rete: «Ogni tanto cambia», proprio a sottolineare di variare i colpi, cercando di accorciare lo scambio con qualche palla corta per portare il tedesco in un terreno a lui meno congeniale.













