Un biopolimero ricavato dalle alghe rende argilla e sabbia più stabili, stampabili e utili per costruire con meno scarti

©Alessandro Terranova

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La lezione arriva da termiti, vespe e vermi mariniLa sabbia conta più del previstoQuando lo scarto resta nel cantiere

Nei cantieri la terra scavata ha spesso un destino già scritto: viene rimossa, caricata sui camion, portata altrove e trattata come un peso. Succede quando si preparano fondazioni, piani interrati, parcheggi sotterranei, nuove infrastrutture. Montagne di materiale che escono dal suolo e diventano un problema logistico prima ancora che ambientale. Eppure proprio quella terra, mescolata con una sostanza ricavata dalle alghe e usata anche nell’industria alimentare, potrebbe trasformarsi in un materiale per case stampate in 3D.