JESOLO (VENEZIA) - «Seguiamo l'esempio di Cavallino-Treporti: il Comune applichi un'ordinanza a favore del decoro». C'è chi ricorda il peso mediatico della città, chi al contrario sottolinea il boom di presenze registrato dai vicini di Cavallino-Treporti, ormai da anni in testa per numero di pernottamenti, e chi fa notare come un provvedimento analogo sia già in vigore anche a Eraclea mare. La sostanza, oltre ai confronti, non cambia.

In costume Uomini a passeggio nella centralissima via Bafile a torso nudo, ragazze in bikini o addirittura in perizoma all'interno dei locali: si moltiplicano le proteste di commercianti e operatori turistici che chiedono al Comune di intervenire con una norma simile a quella adottata nei territori confinanti. Con il caldo torrido di questi giorni, si è riaccesa una polemica che a Jesolo si ripresenta puntualmente ogni anno. Via Bafile, piazza Mazzini e le altre aree più frequentate del Lido tornano a popolarsi di turisti che, lasciata la spiaggia, continuano a passeggiare in costume da bagno. Per molti si tratta di una semplice abitudine da località balneare, per altri, soprattutto per chi vive e lavora in città, si tratta di una questione di educazione e rispetto degli spazi comuni. Anche perché il tema, a dirla tutta, ormai vale per tutte le ore, comprese le ore serali con la classica passeggiata serale frequentata da persone abbronzate, bikini e perizoma lungo lo struscio serale. Proteste Negli ultimi giorni le proteste sono aumentate rapidamente e, insieme a loro, anche le richieste di un intervento dell'amministrazione comunale. Nel litorale, a rianimare il dibattito contro bikini e "torsonudisti", ci ha pensato l'amministrazione comunale di Cavallino-Treporti dove la sindaca Roberta Nesto ha annunciato il rafforzamento della campagna informativa con nuovi cartelli che richiamano il regolamento di polizia urbana, invitando cittadini e turisti a non circolare in abiti succinti lontano dalla spiaggia, spiegando che per i trasgressori ci saranno sanzioni fino a 500 euro. «Serve una direttiva comunale è il commento raccolto tra i commercianti del centro , non si tratta di essere bacchettoni, ma solo di chiedere un minimo di rispetto. I nostri vicini hanno attuato questo provvedimento, anche noi dovremmo fare lo stesso». A buttare acqua sul fuoco, nel tentativo di spegnere la polemica, è però il sindaco Christofer De Zotti che ha già incontrato le associazioni di categoria, concordando che anche per quest'anno non ci sarà nessuna ordinanza su questo argomento. Il sindaco «Non siamo di fronte ad una situazione di emergenza puntualizza il sindaco e la città non è piena di persone che girano nude per le vie del centro, semplicemente può capitare che qualcuno, rientrando dalla spiaggia, passeggi in costume ma sono situazioni che possono accadere in una città di mare e soprattutto non c'è alcun allarme. Ciò non significa che non facciamo finta di nulla: ad inizio stagione ci siamo confrontati su questo tema con le associazioni di categoria e abbiamo condiviso l'assenza di un'emergenza, condividendo la convinzione che per quest'anno non ci saranno ordinanze specifiche. Il prossimo anno faremo altre valutazioni ancora. In ogni caso, all'interno di ogni locale, le regole sono stabilite dai gestori e se non si vuole che una persona entri in un esercizio o in un negozio in costume basta dirglielo». Tra chi invece sostiene la necessità di un'ordinanza c'è Roberto Dal Cin, presidente di Confapi: «Non si tratta di essere moralisti dice - ma di pretendere il rispetto verso chi vive e lavora qui. In costume si va in spiaggia, non si passeggia per il centro e tanto meno si entra nei ristoranti. Serve un regolamento con la giusta severità per evitare comportamenti volgari e irrispettosi».