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Marco Bonarrigo

Nel percorso accorciato per l'ondata di calore, l'olandese stacca tutti e si prende la terza vittoria nella Grande Boucle

Le dimensioni non contano: ridotta a soli 150 chilometri per evitare la cottura a fuoco nemmeno troppo lento dei corridori sulle colline bollenti della Corrèze, la nona tappa del Tour de France ha emozionato fin dal primo metro grazie a una fuga nobile che ha tolto la scena ai velocisti e, per una volta, il controllo alla dittatura di Tadej Pogacar.

La Malemort - Ussel è stata ideata, lanciata e rilanciata quando poteva spegnersi dalla furia agonistica di un Mathieu Van Der Poel stanco di star lontano dal palcoscenico e a digiuno di successi da quasi quattro mesi. Il fenomeno olandese ha tenuto a distanza l’inseguimento di Uae e Lidl-Trek con l’aiuto di Johannesen, Pidcock e Baudin che poi ha bruciato nel finale, anticipando di 6” un eccellente Pippo Ganna che nella volata dei battuti ha superato Pedersen e Matthews.