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Marco Bonarrigo

Lo sloveno attacca sul Col de Pertus, la salita più dura di giornata. Niente da fare per i rivali, con Evenepoel che termina secondo e Vingegaard staccato di oltre 40 secondi

Tre vittorie, una ogni tre giorni, tutte per distacco. Martedì Tadej Pogacar ha usato come rampa di lancio il Col del Pertus, nei Monti del Cantal sul Massiccio Centrale in una decima tappa della Grande Boucle che come previsto si è rivelata di durezza estrema. Dopo aver lasciato che Vingegaard (ben tirato da Davide Piganzoli) si illudesse di poter fare il ritmo in salita (Pogi nel frattempo era senza compagni), senza anticipare troppo l’azione per non sfiancare il compagno Isaac del Toro che vorrebbe con sé sul podio parigino, Pogi ha attaccato brutalmente risucchiando negli ultimi 800 metri 40” a Richard Carapaz (per inciso uno dei migliori scalatori) al mondo: una progressione surreale.

Nessuno ha nemmeno minimamente provato a tenergli la ruota e Pogi, dopo aver scollinato in testa e aver affrontato con prudenza la discesa, si è involato verso il traguardo dove ha sopravanzato di 32” Remco Evenepoel. A pagare di più (oltre al compagno Del Toro, arrivato a 1’31”) è stato Jonas Vingegaard che negli ultimi metri è entrato in crisi e ha perso 12” da Evenepoel e 10” da Seixas.