Ridotta dagli iniziali 185,5 km ai definitivi 154,6 km a causa di un’allerta rossa per ondate di calore diramata dal dipartimento della Corréze, la nona tappa del Tour de France 2026 – da Malemort a Ussel – si presenta sulla carta come una frazione perfetta per premiare la fuga di giornata. Il gruppo ne è consapevole, ma la UAE di Tadej Pogacar decide di non concedere libertà a nessun attaccante fin dalle prime fasi di gara. Dopo il traguardo volante di Beynat vinto dalla maglia verde Pedersen (Lidl-Trek), davanti a Girmay (NSN Cycling Team) e Philipsen (Alpecin), è Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick Step) il primo a scollinare al GPM di Côte de Naves (3ªcategoria, 2.3 km al 7,4%), con la carovana però sempre compatta. Ad abbozzare un tentativo di fuga più incisivo dei precedenti è quindi un gruppetto di sedici corridori, che si riduce poi a otto: Mathieu van der Poel (Alpecin), Derek Gee, Quinn Simmons (Lidl-Trek), Thomas Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Alec Baudin (EF EducationEasyPost), Pablo Castrillo (Movistar), Tobias Johannessen (Uno-X-Mobility) e Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarchè). Il secondo GPM di giornata, ovvero quello di Suc au May (2ªcategoria, 3,8 km al 7,7%) è raggiunto allora per primo da Pidcock, che si presenta poi davanti a tutti in vetta anche al Côte de la Croix du Pey (3ªcategoria, 4,8 km al 6%). La UAE continua comunque a tenersi intorno al minuto di distacco dagli otto là davanti, mantenendo incerta e apertissima la corsa.