Canneto Pavese Servono oltre 70mila euro per la bonifica della maxi discarica abusiva all'interno del parco naturalistico di Recoaro . Lo ha detto la sindaca di Canneto Pavese, Francesca Panizzari, rispondendo in consiglio comunale ad un'interpellanza presentata dal gruppo di minoranza “SiAmo Canneto”. «Terreno privato, impossibile trovare fondi pubblici per la bonifica» ha aggiunto la sindaca. Il dibattito La discarica si trova nel bel mezzo del parco naturalistico delle Valli di Recoaro, condiviso dai comuni di Broni e Canneto Pavese, ma nel territorio di Canneto. Negli anni, nell'area, sono stati accumulati rifiuti di ogni tipo, immondizia, macerie, plastica, vecchi elettrodomestici e ferraglia, ma anche onduline in fibrocemento. Rispondendo all'interpellanza della minoranza, che chiedeva come l'amministrazione intendesse risolvere il problema, la sindaca Panizzari ha ripercorso le varie fasi della vicenda, che si trascina dai primi anni Duemila. È del 2002 la prima ordinanza emessa dal Comune per intimare al proprietario la rimozione dei rifiuti. Visto che il provvedimento non è stato rispettato, è partito un procedimento penale che si è concluso con la condanna del proprietario. Nonostante questo, però, la rimozione non è mai partita. Nel 2017, il proprietario è deceduto e il Comune ha effettuato un primo intervento di pulizia per una spesa di 2.200 euro. A questo è seguito, un altro intervento di rimozione per una spesa ulteriore di 7.800 euro. Lo scorso anno è stato richiesto a Broni Stradella un preventivo per un ulteriore intervento di pulizia, che, sulla base di quanto evidenziato nei sopralluoghi eseguiti, ammontava a 72.970 euro. «Una somma molto importante per il nostro Comune che più volte si è attivata per intercettare contributi sovracomunali da parte di enti o fondazioni bancarie, ma essendo su proprietà privata il percorso è risultato impossibile - ha spiegato la sindaca -. L'amministrazione comunale è perfettamente consapevole della criticità, ma i rigidi vincoli di spesa impediscono di stanziare fondi necessari attraverso le sole risorse correnti di bilancio». La replica Una risposta che, però, non ha soddisfatto i membri della minoranza consiliare: «Il Comune sostiene di non poter spendere soldi pubblici perché il terreno è privato, ma sia nel 2017 che nel 2020 è intervenuto spendendo fondi pubblici sullo stesso sito - spiegano - . Inoltre, è vero che il proprietario è deceduto senza eredi, ma ci sono delle precise procedure legali per interloquire con il Demanio, ma da quanto ci risulta non è stato fatto nulla, se non qualche intervento sporadico e per nulla risolutivo. Purtroppo, in 24 anni dalla prima ordinanza non si è trovata una soluzione per questa bomba ecologica. Ora si parla di un fantomatico preventivo per la bonifica di 70mila euro, ma ci chiediamo come sia stato possibile stimare un costo di bonifica realistico se prima non si è fatto un piano di caratterizzazione precisa, verificando tipologie di materiali e quantità».