di Paolo Salom

Vivono insieme come gli studenti di un collegio, vanno a letto presto, non bevono, fanno molta palestra. Incontro a Seul con gli 82Major, boy band sudcoreana con milioni di fan. «Sposarsi? No, contano solo i fan. Io voglio avere molti cani e gatti, mettono allegria»

Hanno dato tutto per diventare “idol”, parola pronunciata rigorosamente all’inglese. Sono giovani, belli e famosi: i fan (soprattutto le fan) li venerano come è normale in Corea del Sud per i nuovi semidei del K-Pop. Insomma, non sono profeti di una nuova religione ma poco ci manca. In effetti sono più simili a dei monaci - buddisti o cristiani fa poco differenza - perché la loro, a dispetto delle apparenze e delle possibilità, è una vita ascetica e di rinunce: per contratto, gli affascinanti divi del gruppo 82Major, ai primi posti delle classifiche musicali con il loro quinto album (titolo: Feelm, da feel e film, fusi per includere sentimenti e azioni), non possono avere la fidanzata, tanto meno sposarsi, metter su famiglia, fare dei figli.

La sceltaNon ci credete? Incontriamo i sei ragazzi in una stilosa palazzina nel quartiere Gangnam, a Seul, da dove è partita l’irresistibile new wave di artisti sudcoreani. Loro sono da poco rientrati da un trionfale tour in Europa. Si chiamano Nam Seong-mo, Park Seok-joon, Yoon Ye-chan, Hwang Seong-bin, Cho Seong-il e Kim Do-gyun. Il più giovane ha 19 anni, il più anziano 22. Danno il benvenuto al giornalista occidentale (tre di voi, diciamo, fanno la nostra età: ridono imbarazzati) perfettamente truccati, non un capello fuori posto. Chiediamo come hanno scelto di diventare divi del K-pop. Hwang racconta: «Ho scelto questa vita quando avevo 13 anni, ho rinunciato all’infanzia. Non posso proprio lamentarmi, ma la verità è che non ho potuto fare molte cose». Nam interviene: «Io sono stato ispirato da altri gruppi, mi piaceva la musica, volevo essere come loro». Park: «Boh? Per me è stato un processo naturale». Kim alza la mano: «Io comunque non ho trascurato la scuola, anche se è stato difficile».