Ritornelli contagiosi, videoclip spettacolari, coreografie studiate al millimetro. La formula perfetta del K-Pop da Seul ha conquistato anche Cagliari, come dimostra il grande successo dell’appuntamento andato in scena ieri sera a Palazzo Doglio, il “K-Pop Family Dinner Show”, che ha portato nel cuore del capoluogo quell’onda lunga coreana che negli ultimi vent'anni ha stregato il mondo.

Tra esibizioni dal vivo, mini scuole di ballo, giochi e laboratori creativi, piccole esperienze interattive guidate dagli animatori di Seconda Stella, partner dell’evento, bambini e genitori si sono ritrovati insieme immersi in quell’immaginario colorato che ha trasformato gruppi come i BTS e le Blackpink in autentiche superstar planetarie. E “K-Pop Demon Hunters”, il film d'animazione che negli ultimi mesi ha polverizzato ogni record sulle piattaforme di streaming, è solo la punta dell'iceberg.

La rivoluzione

Perché il fenomeno del K-Pop, un'enorme industria che vale intorno ai 5 miliardi di dollari con 89 milioni di appassionati sparsi in 113 diversi Paesi, 16 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e un numero incalcolabile di concerti in vari continenti, ormai non è più una nicchia per bimbi e adolescenti ma il risultato di due decenni di evoluzione culturale che hanno trasformato la Corea del Sud in una superpotenza dell'intrattenimento. Gli esperti parlano di “Hallyu”, una rivoluzione che ha esportato musica ma anche serie tv (come “Squid Game”), cinema (il film Oscar “Parasite”, per citarne uno), moda e nelle ultime tendenze anche cosmetica.