È probabile che quando ha deciso il titolo del suo nuovo balletto Cinq jours au soleil (cinque giorni al sole), che aprirà la Biennale danza di Venezia il 17 luglio, Emanuel Gat non avesse ancora in mente la canicola che si sta abbattendo sull’Europa. In realtà lui aveva in mente la quinta sinfonia di Mahler. D’altronde Gat è un coreografo fuori dalla routine ordinaria. Nato in Israele nel 1969 ha incontrato per la prima volta la danza a 23 anni durante un workshop con la coreografa israeliana Nir Ben Gal, ha incominciato a lavorare come coreografo indipendente nel 1994 con sempre crescente successo e nella sua carriera ha sempre spaziato senza negarsi niente: dalle Variazioni Goldberg nell’iconica esecuzione di Glenn Gould sino a una Sagra della primavera a ritmo di salsa. Ora tocca a Mahler. Lui spiega: «È la seconda volta che lavoro con la musica di Mahler, sentivo il desiderio di continuare nell’esplorazione del suo universo. La sua musica possiede una struttura e una tessitura simili a quelle che si ritrovano nei fenomeni naturali. È all’insieme forza pura e fragilità». Qualsiasi sia la musica che sceglie per i suoi brani la sensazione è che la danza abbia sempre la meglio, a vincere, senza lasciarsi sopraffare dalla musica: «Ho l’impressione di creare sempre la stessa danza che si trasforma in maniera organica con il tempo. Gli interpreti cambiano, ma continuo a studiare e decifrare la coreografia». Molto è lasciato alla volontà dei danzatori, quasi un’improvvisazione: «È complesso: dodici danzatori in scena e ciascuno deve avere la percezione a 360 gradi di quanto fanno gli altri e di come le loro scelte si influenzano le une con le altre». I danzatori arrivano dall’Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Israele, Francia: «Sono giovani, fra i 20 e i 27 anni. Ma internet permette loro di avere culture simili, di connettersi senza problemi di differenze culturali». I costumi sono morbidi e leggeri. «Assumono forme particolari in movimento, anzi ne prolungano quasi il movimento, come se fosse un’eco visiva».
Gat: danzo la forza e la fragilità di Mahler
Il coreografo apre la Biennale di Venezia il 17 luglio con “Cinq jours au soleil”







