Uno studio sulla fragilità come condizione del contemporaneo, un atto fisico che si fa gesto poetico, un salto nel vuoto in cui la comunità si riconosca specchiata. È ‘Furioso’ di Balletto Civile – con ideazione, regia e coreografia della spezzina Michela Lucenti – ad aprire stasera, alle 21.30, al Castello San Giorgio (con replica domani alla stessa ora), il La Spezia Estate Festival.

Michela Lucenti, innanzitutto, come avete tradotto tecnicamente l’illusione del Palazzo di Atlante?

"Lavorando sull’imprevedibilità del ritmo , in modo che il pubblico fosse continuamente dentro una situazione e poi trasportato subito in un’altra, offrendo un caleidoscopio di immagini. Dall’altra parte, la frustrazione dei personaggi è quella di essere sempre alla ricerca di qualcosa; volevamo rendere il racconto universale, affinché il Palazzo di Atlante diventasse uno spazio interiore e gli spettatori stessi si domandassero cosa stiano cercando veramente".

Qual è stata la sfida principale nel convertire la metrica dell’ottava in una partitura di gesti contemporanei?

"Balletto Civile approccia continuamente la parola poetica. Emanuela Serra ha sviluppato una rima contemporanea che si intreccia ai versi dell’Ottava d’Oro. Molti di noi sono attori-danzatori e abbiamo una naturale facilità a sintonizzarci sul ritmo musicale. La rima non soffoca il movimento perché per noi il gesto è quasi sempre narrativo, mai astratto".