Vincitore del bando nazionale per le nuove coreografie, Andrea Salustri debutta al festival della Biennale con la nuova creazione Invisible. Studi in filosofia alla Sapienza di Roma, Salustri inizia il suo percorso come artista di strada nella giocoleria, prima di trasferirsi a Berlino per formarsi nella danza contemporanea. La sua ricerca unisce arti visive, circo, manipolazione degli oggetti, teatro visivo. Già ospite al festival della Biennale Danza nel 2023 con il fortunato Materia, visto in 26 paesi tra Europa e Asia, per la creazione in scena a Venezia sposta la sua indagine dalla relazione con gli oggetti concreti al rapporto con l’intangibile.

«L’idea di base da cui parte il mio lavoro» ci racconta «è che tutto il reale sia fondamentalmente opaco. Abbiamo una interpretazione parziale di quello che vediamo a causa dei nostri limiti umani. La mia è una ricerca percettiva che mi porta a guardare quello che ci circonda con meraviglia, ponte infinito che ci permette di ripensare il rapporto che abbiamo con la materia, con gli oggetti, con ciò che è visibile e ciò che è invisibile». Se in Materia Salustri duettava fantasiosamente con il polistirolo, ponendo l’attenzione sugli oggetti di scarto, in Invisible lo sguardo vira su luce, acqua e aria. «All’inizio della mia ricerca mi interessava lavorare sulla materia che ci circonda, provando a guardarla in modo diverso, spostandoci dall’abituale relazione di uso e abuso per aprirci a altre visioni».