La Sicilia delle bollicine prova a diventare una destinazione. Non più soltanto una produzione di nicchia da raccontare attraverso le etichette, ma una mappa di territori da attraversare: vigneti, cantine, borghi, parchi naturali, siti archeologici, città d’arte, mare e gastronomia. È questo il senso della Rete delle bollicine siciliane, il percorso promosso dall’Irvo (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio), in sinergia con Ais (Associazione Italiana Sommelier) Sicilia, che sarà al centro del convegno “Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio”, in programma nell’ambito della dodicesima edizione di Sicilia in Bolle, a Realmonte.
Il Manifesto per trasformare le bollicine in itinerari
Il passaggio chiave sarà la firma del Manifesto della rete delle bollicine siciliane, una dichiarazione d’intenti che punta a mettere insieme istituzioni, produttori, consorzi e operatori del territorio per costruire un’identità comune. L’obiettivo è trasformare la bollicina siciliana in una porta d’accesso a nuovi itinerari enoturistici, capaci di collegare la produzione vitivinicola all’esperienza dei luoghi. L’idea dell’Irvo e dell’assessorato Regionale per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea nasce da una visione internazionale che rileva come la competitività sui mercati enologici si misura sulla capacità di sviluppo dell’enoturismo negli areali di produzione, dunque siglare la dichiarazione di intenti della rete significa pianificare un nuovo modello che mira a unire le realtà vitivinicole della Sicilia. L’obiettivo è dare voce a un’identità comune e riconoscibile: la bollicina siciliana diventerà la porta di accesso di itinerari che conducono, tappa per tappa, a scoprire dell’identità dei luoghi e la biodiversità dei vitigni.







