La Sicilia del vino non deve più soltanto farsi scoprire. Deve imparare a far rendere meglio chi l’ha già scelta. È il messaggio che attraversa la ventiduesima edizione di Sicilia en Primeur, la manifestazione internazionale di Assovini Sicilia partita all’Oratorio dei Bianchi di Palermo con il convegno “Taste the Island. Live the Story”. Fino al 15 maggio l’evento riunirà nell’isola oltre cento giornalisti da tutto il mondo, tra degustazioni, visite in cantina ed esperienze nei territori. Protagoniste 56 aziende associate, con oltre mille etichette in degustazione.

Palermo vetrina del vino siciliano

Palermo diventa parte del racconto: Real Albergo delle Povere, appena ristrutturato e sede della degustazione con i produttori e della degustazione tecnica, Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, Palazzo Sant’Elia. Il vino non è più presentato come prodotto isolato, ma come chiave d’accesso a una Sicilia fatta di paesaggio, arte, storia e comunità.

Lo ha detto in apertura Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia: «Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio. Un viaggio che va oltre la degustazione e diventa esperienza culturale, incontro con i territori, con le comunità e con le identità profonde dell’isola. Abbiamo scelto Palermo per questa edizione di Sicilia en Primeur perché rappresenta perfettamente questa stratificazione di storia, culture e visioni che rende unica la nostra terra. Oggi l’enoturismo è una leva strategica fondamentale: non solo un’opportunità economica per le aziende, ma uno strumento potente per raccontare il vino attraverso il paesaggio, la gastronomia, l’arte e il patrimonio umano della Sicilia. È questo il senso del nostro invito: taste the island, live the story».