di

Ilaria Sacchettoni

Il conduttore contro viale Mazzini dopo lo stop. Scontro fra chi è pro, e chi invece contro l'interruzione delle repliche estive

ROMA - Mentre la politica continua a dividersi su Report, gli investigatori dell’antimafia si dedicano alle mangrovie: ovvero ai complessi meccanismi finanziari che regolano il Carbon credit, l’emissione sul mercato di bonus governativi per le imprese convertite all’ambiente che acquistino quote di foreste locali. Tutto diventa importante per cercare un possibile movente e dunque ci si concentra sull’ultimo business dell’imprenditore Valter Lavitola legato alle nuove politiche ambientali e ai Paesi in via di sviluppo. Come il Camerun, che da settimane ospita il factotum Gomes Clesio Tavares, dipendente della Cefalù srl e distaccato nell’abitazione dello stesso Lavitola.

Assieme alla privilegiata pista dei soldi, i carabinieri del nucleo investigativo battono anche quella dell’ambizione: il pm Edoardo De Santis ha disposto l’acquisizione di quei famosi sondaggi che, negli obiettivi del faccendiere pluripregiudicato, avrebbe portato a una candidatura di Sigfrido Ranucci nel centrosinistra. Fantasie o traguardi plausibili? Sul punto è Lavitola stesso a offrire una chiave di lettura psicologica: «Quando ho un’intuizione scatto in avanti anche se mi consigliano di no».