In un'intervista a Repubblica, l'amico del conduttore, indagato come presunto mandante dell'attentato, svela i retroscena del sondaggio: «È nato tutto all'estero, a una cena tra amici»
Il sondaggio per catapultare Sigfrido Ranucci in politica «è nato a ridosso di Natale, mentre ero all’estero, a un cocktail, una cena in piedi». A svelarlo è la persona che quel sondaggio poi lo ha preparato, ossia Valter Lavitola, l’imprenditore e amico del conduttore di Report indagato come presunto mandante della bomba esplosa proprio fuori casa del giornalista. In un’intervista a Repubblica, Lavitola chiarisce che non può parlare dell’indagine in corso, ma offre qualche dettaglio in più su quella suggestione di lanciare Ranucci in politica come leader del centrosinistra.
La cena tra amici all’estero
«Posso solo dire che eravamo fuori dall’Italia. C’erano vecchi amici dell’internazionale socialista. Ho sempre mantenuto i contatti con i progressisti. Uno di loro, autorevolissimo, straniero, mi racconta che avevano sondato alcuni personaggi illustri italiani, in vista delle elezioni», racconta Lavitola. In quel sondaggio, continua il titolare del ristorante “Cefalù”, «Ranucci era andato fortissimo. Talmente bene che stentavo a crederci anche io».










