di
Ilaria Sacchettoni
Il faccendiere ha raccontato che il progetto fu messo a punto con altri tre giornalisti: «L’ipotesi di un attentato preparato ad hoc in stile Trump non regge, non correrò alle elezioni»
Sigfrido Ranucci non ha letto tutta la rassegna stampa che lo riguarda, assicura. Neanche gli articoli dove si parla del sondaggio elaborato da Valter Lavitola sulla sua popolarità: questionario che il faccendiere - presunto mandante dell'attentato all'auto parcheggiata sotto casa del conduttore di Report - stava appunto mettendo a punto (con la sua approvazione?) in vista di una sua discesa in campo in politica.
«A giugno ho commissionato un sondaggio, purtroppo l'abbiamo dovuto fermare dopo gli arresti dei presunti esecutori dell'attentato. Le domande sono state preparate da me, da Sigfrido e da due importantissimi giornalisti», racconta Lavitola a La Verità. Ranucci voleva entrare in politica? «Balle. Non ho mai voluto», risponde il giornalista al Corriere. Che non ha negato di aver ricevuto, da Lavitola, lo schema delle domande del sondaggio. Perché, allora, non ha scoraggiato il suo amico? «Lavitola non aveva bisogno che lo scoraggiassi. Sapeva bene che non mi sarei candidato».












