«Pensando ai giornalisti televisivi e ai conduttori di programmi di approfondimento in Italia, quali sono i primi nomi che le vengono in mente?». L’interrogativo è il quesito numero 9 del sondaggio che Valter Lavitola aveva preparato per sondare la possibile candidatura di Sigfrido Ranucci a leader politico del campo largo. Domani ha letto i 21 punti del documento «Indagine potenziale elettorale». Tra uno spaghetto ai ricci e gamberoni alla griglia, il ristoratore con un passato da faccendiere pluricondannato lo presentava ai suoi commensali sognando la gloria per l’amico giornalista.

Ora il tavolo si è ribaltato e Lavitola è accusato di aver fatto piazzare la bomba davanti al cancello del conduttore di Report, forse chissà per aumentarne ancora di più la sua larga popolarità. È una tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti che indagano per ricostruire il movente dell’attentato dinamitardo. Per chi indaga è l’ultimo dettaglio mancante. Sono stati già individuati i quattro balordi che hanno piazzato l’ordigno, provenienti dall’agro nolano, e anche l’intermediario Gomes Clesio Tavares, bodyguard dei vip, che per l’ex faccendiere è come un figlioccio, ora rifugiatosi in Camerun.

Lavitola, “Corrado” e il giallo del movente. Il meloniano Corsini all’attacco di Ranucci