12 Luglio 2026 – Lettura: 3 minuti
Con il caldo record crescono le importazioni dal Dragone. E aumenta il deficit commerciale di Bruxelles nei confronti della Repubblica Popolare.
Temperature record, caldo estremo, notti tropicali. L’Europa è alle prese con un’estate torrida ma soltanto il 20 per cento delle famiglie del continente dispone di un condizionatore per combattere la canicola. Molte persone stanno correndo ai ripari acquistando in extremis dispositivi refrigeranti di vario tipo. La maggior parte di questi prodotti arriva dalla Cina, che oggi rappresenta circa il 40 per cento delle esportazioni globali di condizionatori. Per l’Unione europea, impegnata a ridurre il deficit commerciale con Pechino, non è un problema da poco.
La corsa europea ai condizionatori cinesi
L’Europa dipende fortemente dai prodotti cinesi e la corsa all’acquisto dei condizionatori Made in China ne è un chiaro esempio. Tra i modelli più richiesti spicca il PortaSplit realizzato dal colosso degli elettrodomestici Midea. Costa circa 900 euro ed è un apparecchio portatile che non richiede né l’installazione permanente né fori sui muri, consentendo di aggirare le norme a tutela del patrimonio storico in vigore in molte città europee. La domanda di prodotti simili è salita alle stelle. Sui social media cinesi sono addirittura comparsi numerosi annunci di spedizionieri che pubblicizzano rotte aeree ad hoc per accelerare le consegne ai rivenditori europei.











