La buona notizia è che le foreste europee continuano a crescere: secondo Report annuale 2025-2026 della European Organisation of the Sawmill Industry (EOS), organismo che rappresenta circa l’80% della produzione europea di legname segato, le foreste europee coprono oggi oltre 232 milioni di ettari, pari al 35,4% della superficie terrestre del continente, e negli ultimi 35 anni sono cresciute di oltre 23 milioni di ettari, con un incremento medio di circa 665mila ettari ogni anno. Parallelamente, il patrimonio forestale europeo ha raggiunto 38,3 miliardi di metri cubi di stock legnoso, in aumento di circa il 45% rispetto al 1990.
Eppure, e questa è la notizia meno buona, la disponibilità di materia prima per l’industria del legno si conferma una delle principali sfide per la competitività della filiera e per gli obiettivi di sostenibilità dell’Europa, come è emerso dagli Stati Generali Foresta-Legno organizzati a Bologna da Filiera Legno (associazione che rappresenta quasi 600 imprese dell’industria del legno), riunendo istituzioni, decisori pubblici, rappresentanti del mondo forestale, imprese, professionisti, progettisti, università e centri di ricerca.
Nel 2020 il sistema foresta-legno ha generato oltre 113 miliardi di euro di valore aggiunto e occupato circa 2,4 milioni di persone tra attività forestali, prima trasformazione e industrie collegate.






