La filiera del legno ha presentato, nei giorni scorsi, alla Triennale di Milano, i risultati della ricerca SDA Bocconi su come le aziende percepiscono il valore del legno rispetto ad altri materiali, considerando aspetti ambientali, economici e operativi. Un momento di confronto promosso da Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno, che ha coinvolto istituzioni, imprese e mondo accademico

Il Rapporto 2026 sull’economia circolare in Italia conferma il primato del nostro Paese nella circolarità dei materiali riutilizzati e nelle materie prime trasformate rispetto alle principali economie dell’Unione Europea. Così pure per l’impatto ambientale generato dai materiali, che in Italia è stato, nel 2024, di circa 10 tonnellate per abitante, contro una media europea di 13,7 e con Francia e Germania che registrano valori più elevati (rispettivamente 12,9 e 11,7). Ma è nel riciclo che l’Italia supera nettamente la media Ue (41,2%), con un tasso di oltre l’85%. E negli imballaggi si attesta al 76,7%, oltrepassando con anni di anticipo gli obiettivi di riciclo fissati dalla direttiva europea al 2030.

Nel dettaglio hanno trovato una seconda vita oltre 435 mila 500 tonnellate di acciaio; 62 mila 400 di alluminio; 4 milioni 600 mila di carta e cartone; 2 milioni 314 mila di legno; 1 milione 130 mila di plastica; 47 mila 500 di bioplastica; 2 milioni 100 mila di vetro. Sommando ai numeri del riciclo quelli del recupero energetico, il totale degli imballaggi recuperati a fine vita supera i 12 milioni di tonnellate, l’86,4% dell’immesso al consumo.