Si è svolta a Roma la Conferenza nazionale sull'economia circolare 2026, promossa da Circular economy network (Cen) e Fondazione Sviluppo Sostenibile, consueto appuntamento annuale per fare il punto sul settore. Emergono luci ed ombre: partiamo dai dati positivi.

L’Italia è leader in Europa per circolarità. Il tasso di utilizzo circolare di materia (Cmu) ha raggiunto il 21,6% nel 2024 - il più alto in Europa - contro una media Ue del 12,2%. Il tasso di riciclaggio sul totale dei rifiuti gestiti (urbani e speciali) è pari all'85,6%, più del doppio della media Ue che è del 41,2% e distaccando nettamente Spagna (54,7%), Francia (52,3%) e la stessa Germania (44,4%). La produttività delle risorse è cresciuta del 32% dal 2019: nel 2024 l'Italia si è confermata leader, generando 4,7 euro di Pil per ogni chilogrammo di risorse consumate, il valore più alto tra le grandi economie europee e nettamente sopra la media Ue (3 €/kg). Sul fronte del riciclo degli imballaggi l'Italia guida la classifica europea con il 76,7% nel 2024 (dato Conai), contro una media UE del 67,5%.

Il Cen ha inoltre definito un indicatore di sintesi, chiamato Indice di circolarità, che integra diversi fattori di uso efficiente della materia, e l’Italia si colloca al secondo posto fra i Paesi Ue27 dopo l’Olanda.