Nel 2025 l’impatto stimato dell’economia circolare in Italia si traduce in un risparmio di 18,3 miliardi di euro all’anno, in aumento rispetto ai 16,4 miliardi del 2024 ma ancora pari solo al 15% del potenziale. Al 2030 il valore teorico è stimato in 119 miliardi: per colmare il divario servirebbero altri 17 miliardi di risparmi l’anno e investimenti quasi dieci volte superiori a quelli attuali. Anche sul piano ambientale il contributo resta parziale: le pratiche circolari potrebbero ridurre di 2,6 milioni di tonnellate le emissioni annue di CO? equivalente, ma rappresentano ancora solo il 15% del potenziale.

È il quadro tracciato dal Circular Economy Report 2025 di Energy&Strategy (E&S) della School of Management del Politecnico di Milano, presentato il 5 novembre a Rimini in occasione di Ecomondo. Dopo due anni di rallentamento, il 2025 segna un ritorno alla crescita. “Quest’anno può davvero innescare il circolo virtuoso atteso da tempo”, commenta Davide Chiaroni, vicedirettore di E&S e responsabile del report. L’indagine su 320 imprese di dieci settori produttivi mostra che il grado medio di maturità circolare è salito a 3,1 su 5, rispetto al 2,2 del 2024. Quasi la metà delle pratiche oggi in uso è di adozione recente e cresce dal 24% al 34% la quota di aziende intenzionate a introdurle. Anche gli investimenti aumentano: le imprese che hanno destinato tra 50 e 150 mila euro al tema passano dal 20% al 43%, mentre quelle sotto i 50 mila scendono al 33%. Restano rare le spese oltre i 250 mila euro, limitate all’8% del campione.