Secondo il Global Forest Resources Assessment 2025 della FAO, le foreste occupano una superficie pari a 4,14 miliardi di ettari, corrispondenti al 32% delle terre emerse del pianeta. L’Europa, Russia compresa, ospita circa il 25% delle foreste mondiali, seguita dal Sud America (20%), dal Nord e Centro America (19%), dall’Africa (16%), dall’Asia (15%) e dall’Oceania (4%). Il 66% della superficie forestale mondiale è concentrata in dieci Paesi: in testa, Russia (20%), Brasile (12%), Canada (9%), seguiti da Stati Uniti d’America, Cina, Repubblica Democratica del Congo, Australia, Indonesia, India e Perù.Nonostante un rallentamento del tasso annuo di perdita, tra il 1990 e il 2025 è andata perduta una superficie forestale globale di quasi 0,49 miliardi di ettari, un’area equivalente a 16 volte la superficie dell’Italia. A condividere questi numeri è il report Deforestation made in Italy. Le responsabilità delle imprese e dei consumatori italiani nella deforestazione globale, la seconda edizione, appena rilasciata, del documento realizzato dal dipartimento TESAF dell'Università di Padova ed Etifor, spin-off dell'ateneo. Lo studio, che aggiorna, amplia e approfondisce la pubblicazione del 2020, stima gli impatti incorporati nei consumi italiani - sia la singola persona fisica, quindi il consumatore finale, che il mondo dell'impresa - per sette categorie di prodotti: caffè, carne e pelli bovine, olio di palma, gomma naturale, soia, legno e derivati, cacao. I Paesi dell’Unione europea, inclusa l’Italia, contribuiscono a queste dinamiche attraverso l’importazione e il consumo, incorporando deforestazione e impatti lungo le filiere globali. Nel 2023 è stato approvato il Regolamento UE sulla deforestazione, noto come EUDR, che vieta l’immissione sul - e l’export dal - mercato europeo di prodotti associati a deforestazione. La sua applicazione, inizialmente prevista per dicembre 2024, è attesa per la fine del 2026. A firmare il nuovo report sono Nicola Andrighetto, Davide Pettenella, Giovanni Bausano e Mauro Masiero: gli ultimi due, oltre a essere autori, sono anche curatori del lavoro. Abbiamo intervistato Mauro Masiero per approfondire temi e risultati.