Milano, 29 mag. (askanews) – Le filiere produttive italiane, compresi alcuni settori di eccellenza del Made in Italy, compromettono annualmente oltre 31mila ettari di foresta, superficie pari a circa 45mila campi da calcio regolamentari, e sono responsabili, in media, dell’emissione di 9,45 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Il 53% della deforestazione incorporata nei consumi italiani si concentra in due sole categorie di prodotti, olio di palma e prodotti bovini come carni o pelli, e in due soli paesi: Indonesia e Brasile. Solo un cambio di paradigma nella produzione e nei consumi, supportato dall’applicazione del Regolamento europeo sui prodotti a deforestazione zero (EUDR), e un’assunzione collettiva di responsabilità nella gestione forestale possono contribuire a mitigare gli impatti, rafforzare la competitività, valorizzare la qualità dei prodotti e orientare il mercato verso una transizione equa, capace di coniugare obiettivi ambientali, diritti sociali e sviluppo locale.

È quanto emerge dal report “Deforestation Made in Italy”, realizzato dalla B Corp Etifor e dall’Università degli Studi di Padova per calcolare il rischio di deforestazione incorporata, le emissioni di anidride carbonica e gli impatti sulla biodiversità associati ai consumi italiani dei prodotti che mettono maggiormente in pericolo le foreste. Accanto ai processi di deforestazione, cioè di conversione delle foreste in altre forme d’uso del suolo (ad esempio aree agricole, pascoli, aree urbane, miniere), il report prende in esame anche la crescente incidenza dei processi di degrado forestale, ovvero di riduzione della integrità, funzionalità ecologica e complessità delle foreste, con la conseguente perdita della capacità di fornire prodotti e servizi essenziali per l’uomo. I dati e le riflessioni raccolte nel report sono frutto anche del lavoro realizzato durante il progetto europeo EMMA4EU, cofinanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea, che ha dato vita a una comunità internazionale di esperti operanti nel settore delle filiere a deforestazione zero e sviluppato percorsi di formazione specializzata in tale ambito.