Se non vogliamo essere ipocriti, sappiamo che il contesto in cui diciamo le cose conta e qualifica chi le dice, talvolta più del merito delle stesse
di
Antonella Baccaro
La comunità letteraria è stata scossa da una polemica, poi ridimensionata, circa alcune osservazioni spiacevoli che uno scrittore avrebbe fatto tra colleghi, a proposito di una scrittrice scomparsa, contestato immediatamente da una delle persone presenti. Resto sul vago perché chi ne ha letto sa a chi mi riferisco, chi invece ignora la vicenda per ora ha bisogno di sapere solo di quali affermazioni si sarebbe trattato.
Molte delle incomprensioni che si sono generate, infatti, derivano dal profilo eccezionale della persona che sarebbe stata offesa e dalla necessità di ricomporre la vicenda. La frase riferita alla scrittrice scomparsa sarebbe stata: «Lei era intransigente e violenta perché era brutta: sfogava così la sua rabbia». Immaginiamo che qualcosa di simile fosse stato detto in una chiacchiera tra due amiche.






