di
Marco Imarisio, inviato a Londra
Con il successo a Parigi Sasha si sente libero. Ha cambiato sguardo, sembra finalmente sereno. Colpisce forte con il dritto e serve come una macchina
DAL NOSTRO INVIATOLONDRA — «Clamoroso: Federer perde contro uno sconosciuto». Nell’autunno del 2017 questo titolo di un importante giornale, si dice il peccato ma non il peccatore, aveva destato non poca ilarità tra gli appassionati di lunga data del tennis, che a quel tempo era ancora una faccenda di nicchia. A parte il fatto che si trattava di una esibizione, ma il tennista ignoto non era proprio un signor nessuno. Era Alexander Sasha Zverev, e a quel tempo non ci si chiedeva se avrebbe mai vinto uno Slam, ma quanti ne avrebbe vinti.
Era il predestinato che avrebbe terminato la dittatura di quei Tre, era Sinner prima di Sinner, e tutti la pensavano così.







