Il tedesco n°3, malato di diabete, per anni schiacciato dalle aspettative: "Mi congratulo, Italia grande squadra"
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Alexander Zverev ha finalmente spezzato l'incantesimo che lo accompagnava nei tornei del Grande Slam. Alla quarta finale Major della carriera. Una vittoria che assume un significato particolare perché arriva al termine di un percorso segnato dalla malattia, il diabete, aspettative enormi, delusioni cocenti e una lunga battaglia contro i propri limiti mentali. Fin dai primi passi nel circuito professionistico, Zverev era stato indicato come il più credibile successore di uno dei grandi: Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Il suo profilo sembrava racchiudere tutte le caratteristiche del campione destinato a raccoglierne l'eredità.Se sul piano tecnico il teutonico possedeva gli strumenti per competere con chiunque, sul versante psicologico ha dovuto convivere con fragilità che nei grandi appuntamenti sono emerse con regolarità. La pressione dei palcoscenici più importanti, un approccio talvolta eccessivamente prudente e la difficoltà nel gestire le aspettative hanno rappresentato ostacoli ricorrenti. In tutto questo, una nuova generazione guidata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz accelerava la transizione del tennis mondiale, conquistando rapidamente i trofei più prestigiosi relegandolo in una posizione scomoda.













