HomeMonza BrianzaCronaca"Con Pedemontana al Bosco delle Querce 3.200 alberi a rischio"Nel giorno in cui Seveso ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il cinquantesimo anniversario del disastro Icmesa,...I lavori della tratta B2 dell’autostrada taglieranno la parte esterna del parcoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciNel giorno in cui Seveso ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il cinquantesimo anniversario del disastro Icmesa, dieci storiche realtà ambientaliste e animaliste - Amb, Comitato Civico Ambiente, Enpa, Fondo Forestale, Greenpeace Milano, Lac, Lav, Legambiente Seregno, Lipu Milano, Pro Parco e Suolo Libero - hanno scelto di unire le proprie voci firmando un appello congiunto per difendere il Bosco delle Querce, oggi minacciato dal progetto della Pedemontana. Le associazioni parlano di un’urgenza che non può più essere ignorata.
"Riteniamo doveroso richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sul futuro del Bosco delle Querce", scrivono, ricordando che l’area interessata dai lavori non è una fascia marginale di vegetazione, ma un nucleo vitale del parco: oltre 3.200 alberi maturi, frutto di cinquant’anni di evoluzione naturale e di interventi di rinaturalizzazione successivi alla tragedia del 1976. A testimoniare il valore eccezionale del sito ci sono riconoscimenti che parlano da soli. La Commissione Europea ha assegnato al Bosco delle Querce il Marchio del Patrimonio Europeo, celebrandolo come simbolo di resilienza e memoria condivisa. Regione Lombardia ha inserito tra gli Alberi Monumentali d’Italia il celebre Grande Pioppo, un pioppo nero alto 30 metri e con una circonferenza di 4,5 metri, ultimo testimone vivente sopravvissuto alla nube di diossina. Ma il bosco non è solo memoria: è anche un habitat prezioso. La fascia che costeggia la Milano-Meda ospita rapaci e uccelli forestali che trovano qui un rifugio sicuro. Studi scientifici e monitoraggi ornitologici confermano la presenza e la riproduzione di specie di grande interesse conservazionistico, come lo Sparviere, il Gufo comune e il Lodolaio, oltre a Gheppio e Civetta. Un mosaico ecologico che non può essere ricreato artificialmente.













