Petitti chiede al Governo di inserire il settore tra le priorità nazionaliRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa crisi che sta attraversando il distretto della moda riminese non può essere affrontata solo con gli ammortizzatori sociali. A rilanciare il dibattito è la consigliera regionale e vicesegretaria del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti, che chiede un cambio di passo nelle politiche industriali per sostenere uno dei comparti simbolo dell’economia locale, messo a dura prova dal rallentamento dei mercati internazionali e dalla contrazione dei consumi.

Negli ultimi mesi le difficoltà di aziende storiche come Aeffe e Gilmar hanno acceso i riflettori su una crisi che va ben oltre le singole realtà produttive. Per Petitti, infatti, non si tratta di una fase congiunturale, ma di un problema strutturale che coinvolge un settore strategico non solo per il territorio riminese, ma per l’intera Emilia-Romagna e per il sistema manifatturiero nazionale.

"Gli ammortizzatori sociali sono indispensabili per tutelare lavoratrici e lavoratori – osserva la consigliera regionale – ma non possono diventare l’unica risposta. È arrivato il momento di compiere un salto di qualità nelle politiche industriali". Un appello che punta a guardare oltre l’emergenza occupazionale, con l’obiettivo di costruire le condizioni per un rilancio stabile del comparto. Secondo Petitti, il distretto della moda continua a rappresentare un patrimonio di competenze, creatività e manifattura di eccellenza, con marchi riconosciuti sui mercati internazionali. Per questo, sostiene, servono investimenti mirati nella transizione digitale ed ecologica, nella ricerca, nella formazione del personale, nell’internazionalizzazione e nel rafforzamento dell’intera filiera produttiva.